Ancore: alcuni modelli

Ancora a ombrello

Ancora ad ombrello detta anche "grappino":

Di forma, appunto come dice il nome, ad ombrello, é un'ancora utilizzata generalmente con piccole imbarcazioni, ha un peso variabile da 1 a 12 kg., viene collegata alla cima (corda) tramite un tratto di catena, il tipo con marre larghe è adatta in fondali sabbiosi, fangosi o ciottolosi, mentre quella con marre più strette rende meglio su fondali duri, sono comunque da evitare su fondali rocciosi per la facilità d'incaglio. Un vantaggio di tale ancora è che ha le marre richiudibili come un ombrello,quindi, occupa poco spazio nella stiva, però ha anche lo svantaggio di girare ad elica durante il recupero,

Ancora a ombrellocon conseguente aumento di peso per la forza esercitata nell'acqua e l'attorcigliamento della cima.

A tal proposito è consigliato interporre tra cima e catena un girella onde evitare accentuate torsioni con il rischio a lungo termine di tranciare la cima.

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ancora holl

Ancora ad "U" detta anche Hall:

Anch'essa è un'ancora per natanti medio piccoli, è composta da due marre che formano una "U" dalla quale prende il nome, trova lo stesso impiego di quella ad ombrello, ma per rendere bene deve essere collegata alla cima tramite uno spezzone di almeno 2 mt. di catena, che con il suo peso la fa aderire al fondale per fare una buona presa.

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ancora bruce

Ancora Bruce:

E' forse una delle ancore più recenti, ideata nel 1972 da Peter Bruce per le piattaforme petrolifere. E' adatta per imbarcazioni di piccole e medie dimensioni, viene anch'essa collegata alla cima con una catena, ma a differenza di altre ancore di pari peso, ha una tenuta superiore per la facilità d'affondamento nel fondale. La sua forma caratteristica con un'unica marra a forma di ali di gabbiano, la rendono stabile nell'assetto, disponendosi sempre nel modo corretto, va utilizzata su fondali molli di sabbia o fango. L'unico svantaggio di quest'ancora è la forma, che la rende difficilmente stivabile, specialmente se di grosse dimensioni, ma trova un alloggiamento perfetto sul muso di prua dell'imbarcazione.

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Ancora Danforth:

Molto diffusa sui mari che circondano la nostra penisola, è quella che meglio si adatta ai fondali sabbiosi, è composta da due marre piatte ed appuntite, le quali sono snodate in prossimità del diamante. Viene utilizzata anche su grandi imbarcazioni, collegata direttamente ad una catena.
Ha invece una pessima tenuta su ciottoli, alghe e roccia.

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Ormeggio in pesca:

Come sappiamo non sempre l'ancora fa il suo dovere, ma la causa per la maggior parte delle volte è dovuta ad un rapporto peso ancora-imbarcazione errato, oppure ad un ancoraggio non eseguito correttamente. Una cosa molto importante è di inserire tra ancora e corda almeno un paio di metri di catena a maglia grossa, in modo di permettere con il suo peso di far lavorare l'ancora ben aderente al fondale, altra cosa importante è quella di fissare la corda sempre a prua, onde evitare che un'onda alta ci riempia l'imbarcazione d'acqua, essendo quest'ultima tenuta bloccata dall'ancora.
Nelle immagini qui sotto sono visibili alcuni ormeggi eseguiti in condizioni differenti di forza del vento e di fondale.

A destra:

In assenza di vento o con una leggera brezza, calata l'ancora e giunta sul fondo, lasciamo appoggiare tutta la catena, poi facciamo sulla corda una piccola asola alla quale fissiamo la boa, che ci servirà a distanziare ulteriormente la barca di 4-5 mt. consentendoci di pescare senza intralci sul fondo.

ormeggi in pesca

Sopra a sinistra:

In presenza di vento debole, su un fondale di circa 30mt. una volta calata l'ancora, lasciamo filare in acqua circa 5-6 mt. di corda, e la fissiamo alla prua. In questo modo abbiamo un ancoraggio lungo per far lavorare la catena e l'ancora appoggiati al fondo, per una buona tenuta.

Sopra a destra:

Sempre su un fondale di circa 30 mt., con vento moderato o un po' forte, realizziamo un'asola sulla corda a 4-5 mt. dall'ancora e vi agganciamo con un moschettone un peso in metallo o un blocchetto di cemento muniti di occhiello, di 2-3 kg. e caliamo il tutto in acqua, quando anche il peso è giunto sul fondo, filiamo in acqua altri 5-6 mt. di corda e la fissiamo alla prua. Con questo ancoraggio lungo, il peso tiene la corda aderente al fondo per far lavorare catena e ancora nel migliore dei modi.

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ormeggi in pesca

Nelle immagini sopra, sono raffigurate due situazioni di fondale, il primo a sinistra offre una tenuta pessima, essendo l'ancora collocata in discesa nei confronti dell'imbarcazione, quindi alla prima raffica di vento mollerà l'aggancio.
Il secondo a destra, gode di una tenuta eccezionale perchè l'ancora si trova in salita rispetto alla posizione della barca, quindi se dovesse rinforzare il vento l'appiglio diventa sempre più forte.

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salva - ancora

Il salva ancora

Esistono in commercio dei dispositivi molto utili a risolvere delle situazioni d'incaglio dell'ancora, senza dei quali al 90% si deve tagliare la cima essendo impossibile recuperare l'ancora. Questi dispositivi si chiamano salva ancora, sono in vari modelli e materiali, i più economici sono in materiale plastico, ma vi sono anche d'acciaio inox, hanno la forma di un piccolo barilotto cilindrico con all'estremità due occhielli(vedi a destra foto in alto). La loro funzione è quella di far sganciare l'ancora sottoposta ad una forte trazione, in modo che si rovesci liberandosi dall'appiglio, per poterla recuperare al contrario, ma per permettere che ciò sia possibile, bisogna fissarla in un certo modo.
Alcuni modelli d'ancore come la "bruce" o quella "ad ombrello" hanno la possibilità d'essere fissate anche nella parte inferiore, vicino alle marre, quindi, procediamo in questo modo. Prendiamo l'ancora, sul foro di fissaggio superiore del fusto, agganciamo un moschettone o grillo ovale (come quello al centro nella foto in alto), poi prendiamo un paio di metri di catena a maglia grossa (circa 6/7 mm. di diametro del filo di maglia) e la fissiamo alla parte inferiore dell'ancora tramite un "grillo con vite" (come quello a sinistra nella foto in alto), a questo punto accostiamo la catena al fusto dell'ancora e gli facciamo fare un po' di pancia (circa una ventina di cm.) e fissiamo in corrispondenza del primo moschettone il salva ancora sulla catena con un altro moschettone, infilandolo nel foro chiuso, ora dobbiamo solo fissare attraverso il foro apribile il salva ancora al moschettone fissato all'inizio sul fusto dell'ancora. Leghiamo la corda all'estremità libera della catena e la nostra ancora è pronta.
Ma, come funziona il salva ancora?...vediamolo qui sotto!

Quando l'ancora trova un ostacolo sul fondale dal quale tirandola non riesce a staccarsi, (vedi figura A) la trazione fa sganciare il salva ancora dal fusto della stessa, (vedi figura B), ed essendo la catena fissata all'estremità inferiore, consentirà all'ancora di girarsi e di liberarsi dall'ostacolo (vedi figura C), a questo punto recuperiamo l'ancora e fissiamo nuovamente la catena al salva ancora, ricordandoci di lasciare la pancia per consentire con la trazione lo sgancio dello stesso.

salva ancora

Personalmente ho constatato che è molto più economico e forse anche sicuro anzichè utilizzare l'apposito accessorio, sostituirlo con una comune fascetta da ellettricista di circa 5 - 6 mm. di larghezza, la si fissa al posto del salva-ancora, la si stringe senza serrarla, lasciano un ampio occhiello e poi si taglia l'eccedenza, in questo modo quando la nostra ancora resta impigliata, dando dei forti strapi si rompe la fascetta e l'ancora si ribalta liberandosi dall'ostacolo, può però capitare nel caso di corde o reti sul fonfdale che la situazione sia un po' più complicata, ma un po' di pazienza e alcune manovre risolvono quasi sempre la situazione.

Qui sotto lo schema con la fascetta, non cambia molto da quello illustrato sopra ed è molto più pratico, l'importante è tenere qualche fascetta di scorta a bordo.

salva ancora